Giuseppe Comunale, un Nome.. uno.

Indubbiamente è con estremo piacere (pure un pizzico di orgoglio), che vi proponiamo l’intervista fatta a Giuseppe Comunale aka “Iasti”…
Prima di tutto un “Fratello”, oltre che un losco componente della famigghia MindFood.
Su MindFood ve lo RIpresenteremo a breve, in una sezione dedicata alla malagente che ci supporta/sopporta/supportiamo in questo progetto (a.k.a. PEOPLES).
La sua intervista risale a qualche mese fà, pubblicata sul fighissimo LIKEMILK …. blog che parla di Eventi street, di Street Brand, Snow, Skate, Surf e tanta altra roba pesissima.
Vi consigliamo vivamente di aggiungerlo fra i preferiti.
Bless!

INTERVISTA A GIUSEPPE COMUNALE:
IL MIO SOGNO? PARTECIPARE ALLE PARAOLIMPIADI!

Chi e’ Giuseppe Comunale? Così ho scelto di iniziare questa intervista, ponendovi sin dal principio questa ardua domanda in modo da farvi riflettere sull’identità di questo particolarissimo ragazzo di 31 anni…

La scorsa settimana l’amico Nicolò Balzani vi ha parlato di lui, della sua malformazione e della sua partecipazione alla tappa del Para Snowboard World Tour in Canada.
Oggi invece il compito di presentare Giuseppe, è toccato al suo caro amico d’infanzia Mauro…

Io e Giuseppe ci conosciamo da un bel pò di anni, pensate che la nostra amicizia è iniziata per via del Writing, una passione che ci ha unito per molto tempo. Insieme a lui, ho passato momenti difficili e vissuto momenti indimenticabili. Giuseppe è un ragazzo veramente al di fuori del normale, ha tantissimi interessi, è iperattivo e a dirla tutta, anche un pò fulminato!
Da un pò di anni a questa parte, grazie allo snowboard il nostro rapporto di amicizia si è solidificato, insieme si va spesso a snowboardare e quando posso, accompagno Giuseppe in qualche parte del mondo per sostenerlo durante le gare. Chi è Giuseppe Comunale? Sicuramente un’amico su cui contare…”


Un ragazzo siciliano amante della tavola… Raccontaci la tua storia!
Ho 31 anni è vivo a Messina. Amo la musica Rap e ogni sport e arte che si definisca street. Sono nato con una malformazione congenita per causa della focomelia. Già da piccolo avevo la passione per lo skate, però non sono mai riuscito ad andarci. Ollare con la mia gamba non è per niente facile! Adolescente ho iniziato a seguire la cultura Hip Hop, dipingendo e scrivendo qualche rima. Adesso è proprio una passione quella di scrivere strofe. Se t’interessa su www.soundcloud.com/iasti ci sono delle mie robe “a gratise”.
Il fatto di essere testardo e la spinta positiva di qualche amico mi ha portato ha provare la snowboard. Beh, è stato amore a prima”pista”.

Perché lo snowboard, non sarebbe stato più facile un’altro sport?

Non si tratta, appunto, di facilità, ma di passione e sensazione. Ho giocato per anni a basket, ho combattuto due incontri di Boxe con normodotati. La tavola mi mette a stretto contatto con la natura. Credo che sia la cosa più vicino alla definizione di “amore”.

In molti video ti abbiamo visto fare dei bei salti con la tavola, come sei riuscito ad arrivare ad un livello di riding così alto nonostante il tuo problema?

Follia? Scherzo dai. Forse no. Non mi sento ad un livello alto, anzi questo mi spinge ad allenarmi sempre più grazie anche al piacere che provo durante le riding session.

Quale è la tua specialità preferita?

Mi piace tanto lo street e il jibbing, rideare box e rail. In futuro, quando avrò maturato più esperienza, mi piacerebbe iniziare a girare in slope style.

Come è andata la World Cup in Canada?

Tutto sommato, nonostante le cadute, bene. Sono felice. Quel 17° posto mi da la forza per credere che, con tanto lavoro, posso piazzarmi in un ottimo posto la prossima stagione. Lì la neve è da paura!

Come si compone una tua giornata di riding?

Sveglia alle 6 e mezza con una bella colazione dove non manca mai il mio amato caffè utilissimo per stimolare certe cose…

Morto di sonno mi vesto e aspetto gli amici. Con la quale affronto un viaggio di circa un’ora in macchina per arrivare sul tanto amato vulcano Etna. La prima discesa è di riscaldamento, ma la seconda si scende a fuoco per riscaldarsi meglio in modo da cominciare subito ad eseguire trick.

Quale è il tuo resort preferito?

Mi sono innamorato del Trentino. Ogni posto che ho girato lì è davvero magico. Canazei è il mio preferito.

Chi è il tuo allenatore?

La mia allenatrice è Silvia Bresciani, il secondo è Igor Confortin.

Chi è per te Silvia Bresciani, come l’hai incontrata?

Beh Silvia prima di tutto è una Rider con la “R” maiuscola. L’ho incontrata in Francia a Tignes per il Nazca Camp. Ero andato lì con un amico per farci la settimana estiva. Non avevo idea che esistessero altri invalidi che facessero questo sport. Silvia appena ha visto che portavo una protesi mi ha subito detto di partecipare ad un Camp esclusivamente per invalidi. Così è nata una bella amicizia. Sono ritornato a Tignes anche per il Camp invalidi.

Per avere ottenuto i tuoi traguardi devi ringraziare solo te stesso? Oppure anche altre persone?

Da solo non avrei fatto nulla. Devo ringraziare la Burton Italia che mi sostiene e supporta. Il Negozio Bretelle Magastore e nella persona di Pippo Bretelle che mi è stato accanto da quando ho iniziato e che mi supporta. Mauro Fidomanzo che mi segue in ogni mia avventura in giro per il Mondo. Poi Giuseppe Irrera che mi ha spinto sempre a provare questo sport. Mi ricordo che con lui, provavo la sua tavola sul letto per capire se riuscivo a starci su. La Regione Sicilia che crede in me e che ha iniziato a sponsorizzarmi.

Ti sei mai sentito discriminato nell’ambiente snowboard?

Mai. È l’ambiente più bello che io conosca. I riders hanno un concetto di rispetto che va oltre.

Quali sono i tuoi programmi per la prossima stagione?

Inizio con l’allenamento estivo della Nazionale. Ad Agosto c’è il primo appuntamento della Coppa del Mondo in Nuova Zelanda. Poi di seguito Francia; Italia; America e Canada. Quindi sarò impegnato con la Coppa.

Quali altri sport pratichi?

Per adesso solo questo ed ogni tanto mi concedo una partita a street basket.

Secondo te esiste la fortuna o tutto dipende da noi?

Probabilmente la fortuna in qualche modo si manifesta, ma principalmente dipende da noi. Anche semplicemente capire che è un momento fortunato e buttarsi dentro.

Ti ritieni una persona fortunata?

Potrei benissimo dire no. Però mi sono sbattuto molto per cercare di cogliere i momenti, anche piccoli, di fortuna.

Quale è il tuo sogno nel cassetto e cosa stai facendo per poterlo realizzare?

Paraolimpiadi del 2014. Trovare sponsor che credono in me per permettermi di allenarmi. Da Siciliano è tutto più complicato. Tutto lontano.